Ma quale etica: qui al massimo conta l’etichetta

Che differenza c’è tra un bambino che aspetta la befana dal camino e un adulto che si aspetta l’etica del potere? Nessuna.

Non meravigliatevi, grandi ipocriti e piccoli imbecilli., dell’intreccio tra politica e affari. E non mostrate sdegnosa sorpresa voi, doppiamente ipocriti e imbecilli che tifate per la sinistra, nell’apprendere che anche a sinistra, ci sono i comitati d’affari e la disonestà non morì isolata ad Hammamet. Che rubi un vecchio democristiano o un nuovo berlusconiano è considerato un fatto giudiziario e carcerario: Che rubi un vecchio comunista o un nuovo uomo di sinistra, è considerato un tema culturale che suscita problemi filosofici e cosmici sui rapporti fra etica e politica.

Ah, Berlinguer non rubava. Ma che ragionamento è? Neanche Stalin rubava, credo. E neanche Hitler. Da Mussolini appeso a testa in giù, come diceva Almirante, non cadde una lira dai suoi pantaloni, la vedova si dovette arrangiare. Ma non avete capito che la questione murale, ovvero della caduta del Muro di Berlino, delle ideologie e delle identità?

Trovo demente la sorpresa, a sinistra ma a volte anche a destra, nello scoprire la forte somiglianza tra i metodi della sinistra con quelli del vecchio centro e della nuova destra. L’alternanza al potere la tiritera che Berlusconi era un’anomalia, corrompeva la politica con gli affari, sovrapponeva i propri interessi particolari a quelli generali, dicevo: ma sul serio credete che sia solo lui a seguire quei percorsi, solo perché è imprenditore? Non sapete che la ferrea legge del potere, che diventa ancora più ferrea quando spariscono le ultime motivazioni ideali e passionali che animano la politica? Volete forse dirmi che a sinistra è diverso? Ma via, da Schroeder all’ultimo  sindaco di provincia, passando per partiti e regioni,la sinistra governa con metodi uguali e  in combutta con veri comitati d’affari. Sono solo diversamente organizzati e nominati; e se il particolare di Berlusconi si chiama Mediaset, per la sinistra (come per la destra, intendiamoci) si chiama Apparato di Partito, cricca intorno al leader e infine Comodità personale. Non trovo differenza etica. Mettetevi in testa che Craxi non fu processato perché mariuolo ma perché nemico; non gli perdonavano il suo disegno politico, non il suo ruolo in Tangentopoli.

La mia considerazione per Fassino o per D’Alema, dopo le intercettazioni e le rivelazioni, non è mutata di un millimetro; riconosco ad entrambi, oggi come ieri, alcune rispettabili qualità e alcuni insopportabili cinismi. Non sono peggio di altri. E non credo nella santificazione dei Veltroni e dei Prodi,perché non raggiunti da questo giro.

Ah, l’etica, l’etica. M ne vedete traccia nel potere? Si farebbero mai quelle campagne, quei processi, quelle scelte da ambo i versanti, se solo ci fosse uno straccio di etica? Come può esistere l’etica se la verità non conta niente, se i meriti non contano, se puoi essere bravo o delinquente, intelligente o solo furbo, ma quel che conta è che se sei protetto dal giro, fai parte della cricca o della cosca, baci la pantofola del Potente? I criteri di selezione del potere per nomine, incarichi, carriere, liste, segue per caso – a sinistra come al centro o a destra – un criterio etico o qualitativo? Ma per favore… Nepotismi, figli e figliocci, amanti ed ex mogli da piazzare, nani, servi e ballerine, e poi il deserto. Quel che sei non conta niente, conta solo con chi sei; quel che vali non serve, ma vali se servi. E questa la chiamate etica? Ma per favore… Non conta l’etica, al più l’etichetta. Ma su, che ci raccontate. E poi ad un certo punto della sceneggiata, come nel cesso ad un certo punto si tira la catena, sui giornali illuminati ad un  certo punto di tirano gli intellettuali: perché tacciono gli intellettuali di sinistra, perché non parlano? Avallano, abbozzano, dunque sono complici… Sapete quanto non mi siano simpatici gli intellettuali di sinistra, ma smettetela di richiamare in servizio questi guardiani della rivoluzione ridotta a guardoni della involuzione o a guardiani delle auto in sosta; loro sono marginali, se avessero fatto denunce sarebbero stati bollati come pedanti, grilli parlanti, noiosi. E ora si lamentano del silenzio degli intellettuali.. Ma no, lasciateli stare nelle loro gabbiette a bamboleggiare, sono poveri orfanelli che persero da giovani le idee; sono innocui…

L’etica non c’è se non credi nella verità. L’etica non può esserci se non hai passione di verità. Non dico che devi avere la verità in tasca: quella non è etica ma presunzione, madre dell’intolleranza. Dico passione per la verità, il gusto faticoso di sentirti dalla parte del giusto, del meglio, del vero…   A sinistra c’era invece la convinzione che la verità fosse dalla parte loro, anche quando la distorcevano a uso loro. Non c’era passione di verità ma presunzione del suo monopolio. E quel che è peggio c’è ancora. Sono così convinti che affettano meraviglia ora che scoprono comportamenti uguali a quelli che hanno censurato nei loro avversari   , perché loro sono migliori, loro non sono così e se accade è per errore umano, deviazione, eccezione, comunque non paragonabile ai loro antagonisti.

Non c’è l’etica perché a nessuno frega niente della verità e nessuno ama davvero la giustizia; che non è quell’arma giudiziaria che serve a colpire il tuo nemico; ma è quel senso della verità che porta a riconoscere a ciascuno il suo, anche se non è dei nostri. L’etica, ma non mi fate ridere.

 


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